Corso cinese Padova

Caso studio esperienza: il corso di cinese a Padova

Dopo essere tornato dal Canada (in questo articolo accenno qualcosa per quanto riguarda la mia avventura a Vancouver), mi sono successe varie cose che mi hanno portato ad iscrivermi ad un corso di cinese presso l’Università di Padova.

A Vancouver il 55% della popolazione è di etnia o derivazione asiatica. Nelle classi con cui facevo lezione a Interior Design (design di interni) metà degli studenti erano cinesi o di Hong Kong. In molti mi dicevano “sei smart, dovresti imparare il cinese”. Questo ovviamente sopravvalutando le difficoltà che un italiano ha nell’imparare le lingue, soprattutto per quanto riguarda la pratica (vi racconterò in futuro di spazi e luoghi in Italia dove si può parlare inglese e altre lingue con stranieri).

YouTube maledetto ha iniziato a propormi video sulla Cina, che io da idiota ho iniziato a bingewatchare (il bingewatching è il guardare senza sosta una serie tv o una saga di film). Quando sono rientrato ho googlato “corsi di cinese a Padova” e l’universo ha voluto che ce ne fosse uno subito in partenza. A quel punto mi sono detto che era destino e mi sono iscritto.

Corso di Cinese A1 Università di Padova
Libro per imparare il cinese al Corso di Cinese A1 -Università di Padova

Caso volle che, per una mia incomprensione, dapprima mi iscrissi al corso cinese A1.2 e non A1.1, pensando che fosse semplicemente una classe del corso base divisa in due per motivi di orario, poi passai all’altra, con un salto quantico in termini di esperienza. La prima lezione era interessante ma capivo poco (da quello mi sono accorto che non ero nel posto giusto). Quello che ho potuto notare, nonostante la classe fosse di sole 6 persone, è che le luci erano sempre spente, che la prof non usava bene il computer per spiegare e che interagiva con gli studenti in maniera poco utile e costruttiva, nonostante parlasse un buon italiano.

La sera stessa ho richiesto il passaggio all’altra classe, alla quale mi sono unito il martedì successivo. Differenze? TROPPE.

La prima è che la professoressa NON PARLAVA ITALIANO. E tu dirai, ma non era il corso base base? Sì, lo era, eppure la prof non sapeva l’italiano. Sapeva giusto giusto qualche parola e per il resto parlava inglese. La classe era di una quindicina di persone. Tutti con zero esperienza di cinese, eccetto forse due ragazze.

La prof si è subito mostrata sorridente e disponibile. Come prima cosa accendeva le luci, si assicurava che tutti potessimo vedere la lavagna (una LIM), ci ripeteva le cose, ci dava dei contesti pratici in cui usare certe espressioni. Ci diceva cosa si usa e cosa no. Ci ha portato pergamene cinesi sulle quali provare a scrivere i caratteri, ci ha portato un blocchetto speciale su cui allenarsi nella scrittura. Abbiamo fatto molti esercizi interattivi, così come delle presentazioni di noi stessi e di altri tutte scritte e interpretate in cinese.

Mi sarei aspettato di arrivare a fare così tanto? No, assolutamente no. Ma il clima di serenità e di aiuto reciproco creatosi in classe grazie ai piccoli accorgimenti della prof e di qualche studente e studentessa illuminati, hanno portato a questo risultato incredibile.

Quando scegli un’esperienza da fare o alla quale partecipare, che sia un corso come nel mio caso oppure un’altra cosa, valuta bene i dettagli. Chiediti, il gruppo funziona? Il metodo e l’interazione ti motivano all’apprendimento? Sei stimolato creativamente a interagire con gli altri e a OSARE con nuove espressioni?

Ci sarebbe molto ancora su cui riflettere per quanto riguarda questo corso di cinese, compresi il tema della gestione dello spazio e delle aule, l’attrezzatura usata, il metodo educativo, il fatto che le dinamiche di gruppo creano un’esperienza memorabile che fa ritornare perché basata sui ricordi. Avremo modo di approfondire questi temi nei prossimi articoli ma ve li linkerò qua sotto, quindi metti questo articolo nei preferiti o mandalo a qualcuno per ricordarti di aprirlo tra qualche giorno

Nel frattempo vi auguro una buona esperienza

Luca

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